La mattina del 22 ottobre 2026 il Brent, il riferimento internazionale per il petrolio, è salito a 111,64 dollari al barile, vicino ai massimi degli ultimi cinque mesi. Reuters collega il rialzo alle nuove tensioni in Medio Oriente e agli attacchi in Arabia Saudita, che hanno riacceso i timori di possibili problemi nelle forniture.
Per chi fa rifornimento in Italia, il dato è da seguire ma non si traduce automaticamente in un aumento immediato e della stessa misura alla pompa. Benzina e gasolio dipendono anche dalle quotazioni dei prodotti raffinati, dal cambio euro-dollaro, dalle imposte, dai costi di distribuzione e dalle scorte. Per questo i movimenti possono arrivare con tempi e intensità diversi.
Gli ultimi dati MIMIT disponibili al 22 ottobre, riferiti al 21 ottobre, indicavano medie self-service nazionali di 2,026 euro al litro per la benzina e 2,259 euro per il gasolio. Per confrontare i prezzi, è utile controllare l’Osservatorio del Ministero e verificare il prezzo del singolo impianto prima del rifornimento.
Le quotazioni internazionali sono volatili: il dato di oggi descrive il mercato in un momento preciso e non è una previsione certa del prezzo che si troverà domani alla pompa.
Fonti: Reuters, 22 ottobre 2026 — https://www.reuters.com/business/energy/oil-rises-us-orders-diplomats-leave-saudi-arabia-amid-escalating-tensions-2026-10-22/ ; dati MIMIT del 21 ottobre — https://finanza.repubblica.it/mobile/News/2026/10/21/carburanti_mimit_prezzo_medio_self_benzina_a_2_026_euro_litro_gasolio_a_2_259-43/